Queste non sono frequenze standard, né file pronti da scaricare in automatico. Si tratta di frequenze personalizzate, create sulla base delle informazioni che mi fornisci e pensate per essere coerenti con il tuo stato attuale. Per questo motivo il processo richiede tempo, attenzione e precisione.
Come descrivere i sintomi
Quando effettui l’ordine, ti chiedo di descrivere i tuoi sintomi in modo semplice ma completo. Non servono diagnosi mediche né termini tecnici. È importante indicare cosa senti nel corpo. Inoltre, devi inserire la data di nascita perché saranno solo le tue frequenze che utilizzerai su te stesso. Lo spazio a disposizione è di 500 caratteri. Se ti serve più spazio, mi invii una email con il riferimento ordine alla email: info@patriziacoffaro.it Più la descrizione è sincera e chiara, più il lavoro può essere mirato.
Tempi di realizzazione
Le frequenze personalizzate non vengono generate all’istante. Dalla ricezione dei tuoi dati sono necessari fino a 3 giorni lavorativi per la realizzazione. Questo tempo è fondamentale perché:
Le informazioni vengono analizzate con calma
Le frequenze vengono selezionate e armonizzate in modo coerente
Il lavoro viene rifinito, non assemblato in modo automatico
La personalizzazione richiede discernimento, non velocità.
Dopo la consegna
Insieme alle frequenze riceverai indicazioni chiare per l’utilizzo, pensate per accompagnarti e non per sovraccaricare il sistema. Le frequenze non sostituiscono percorsi medici o terapeutici, ma possono essere un supporto complementare, se usate con consapevolezza. Il file audio arriverà tramite We Transfer con il pdf allegato per il suo utilizzo. Guardare anche la cartella Spam.
La personalizzazione di una frequenza non è un’operazione automatica. Dietro c’è un lavoro di ascolto, analisi e scelta accurata delle informazioni da utilizzare. Questo richiede tempo, perché ogni persona è diversa e merita un approccio fatto con attenzione, non in serie. La qualità del lavoro nasce proprio da questo: dal rispetto dei tempi e della persona.
Frequenze personalizzate
Le frequenze non sono musica, né brani da ascoltare per rilassarsi o intrattenersi. Non sono nate per essere “belle da sentire”, ma per trasportare informazione.
Quando parliamo di frequenze, parliamo di segnali sonori strutturati che lavorano sul piano informativo e vibrazionale. Il loro scopo non è emozionare l’orecchio, ma dialogare con il sistema a un livello più profondo.
Per questo motivo non aspettarti melodie, armonie o musiche piacevoli nel senso classico del termine. Alcune frequenze possono risultare neutre, altre ripetitive, altre ancora poco “gradevoli” per chi è abituato alla musica tradizionale. È normale.
Il corpo umano non è fatto solo di reazioni chimiche. È anche un sistema elettrico ed elettromagnetico, che comunica costantemente attraverso impulsi, segnali e oscillazioni. Ogni cellula funziona grazie a gradienti di membrana, scambi ionici e ritmi ben precisi. In questo senso, il corpo lavora già per frequenze.
Le frequenze sonore non agiscono come un farmaco e non impongono nulla. Non “curano” nel senso classico del termine. Agiscono come informazione, come uno stimolo che entra in dialogo con i sistemi di regolazione dell’organismo. È il corpo, sempre, a decidere come rispondere a quell’informazione, in base al suo stato in quel momento.
Il loro effetto non è di forzatura, ma di risonanza. Quando una frequenza è coerente con un sistema biologico, può favorire una migliore organizzazione interna, una riduzione del rumore di fondo legato allo stress o all’iperattivazione, e una comunicazione più ordinata tra i vari sistemi. Non si tratta di aggiungere qualcosa dall’esterno, ma di offrire un segnale con cui il corpo può entrare in sintonia.
Proprio per questo la risposta è sempre soggettiva. Nessun organismo è uguale a un altro. La storia personale, il carico di stress, lo stato del sistema nervoso, l’infiammazione, la stanchezza fisica ed emotiva influenzano profondamente il modo in cui una frequenza viene percepita. C’è chi avverte subito una sensazione, chi non percepisce nulla di evidente e chi sperimenta effetti graduali nel tempo. Tutte queste risposte sono normali.
Il primo sistema a entrare in contatto con una frequenza è il sistema nervoso. Se il corpo è in uno stato di allerta o di iperattivazione, la risposta può essere diversa rispetto a una condizione di maggiore sicurezza fisiologica. È anche per questo che i tempi di utilizzo, le pause e le indicazioni contano più della quantità. Con le frequenze, più non significa meglio.
Le frequenze non sostituiscono diagnosi, terapie o percorsi medici. Possono però essere un supporto complementare, quando vengono inserite in una visione più ampia che considera il corpo come un sistema integrato. Il loro valore non sta nella promessa di risultati immediati, ma nella coerenza dell’informazione e nel rispetto dei tempi del corpo.







