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E' possibile che sia stato proprio lui?

(Di Patrizia Coffaro)


Ti sarà capitato, o te lo hanno raccontato, che basti una capsula, una goccia, o anche solo un'applicazione sulla pelle… e il corpo risponde. Non con gratitudine, ma con ansia, affanno, insonnia, stordimento, tachicardia, un malessere che sembra non avere senso. E la reazione immediata è: “È possibile che sia stato proprio lui? Un lntegratore?”


La risposta è... sì. È possibilissimo. E oggi voglio spiegarti perché succede, non per spaventarti, ma per ridarti potere. È più frequente di quanto tu possa pensare.


Iniziamo col chiarire una cosa fondamentale, quando qualcuno ha una reazione a un integratore, la risposta più comune che riceve è:


“Tranquilla, è la crisi di guarigione, è la disintossicazione....passa.”

Ecco, lasciatelo dire, questa frase, detta con leggerezza, fa più danni che altro. Perché non tutte le reazioni sono “crisi di guarigione”. Molte sono il corpo che ti sta dicendo: “Non sono pronto. Troppo, troppo presto, troppo tutto insieme.”


La reazione è fisiologica, sì, ma non è sempre positiva, può essere un campanello d’allarme, e chi è attento dovrebbe ascoltarlo, non spegnerlo con spiegazioni rassicuranti a caso. Purtroppo si danno queste spiegazioni quando abbiamo una conoscenza limitata della materia.


Quando il corpo è disorganizzato, anche il buono può sembrare una minaccia. Il corpo umano non reagisce alle sostanze solo in base a cosa sono. Reagisce in base al suo stato in quel momento.

Un corpo sano, drenato, con il sistema nervoso regolato, può accogliere un integratore e usarlo al meglio. Ma un corpo:


- Infiammato,

- Con un sistema nervoso in modalità allerta,

- Con un intestino permeabile e un fegato affaticato,

- Con un microbiota che fermenta invece di digerire,

- Con traumi irrisolti o emozioni trattenute,


… quel corpo non può ricevere con grazia, nemmeno la cosa più “buona”.


È come se ti arrivasse un regalo bellissimo... ma dentro casa tua c'è buio, disordine, e non hai nemmeno le mani libere per scartarlo. Non è il regalo il problema... è il contesto.

Gli integratori sono attivi e talvolta “troppo attivi” per alcuni sistemi. Quello che molti non dicono è che gli integratori non sono caramelle, sono sostanze bioattive, che possono:


- Stimolare recettori,

- Accelerare processi enzimatici,

- Alterare neurotrasmettitori,

- Mobilitare tossine dai tessuti,

- Spostare minerali tra i compartimenti cellulari.

E quando il sistema è fragile o ipersensibile… Anche una cosa “sana” può scatenare il caos.


Vediamone alcuni, tra i più comuni:

1. Vitamine del gruppo B

Utilissime per il sistema nervoso, la metilazione, l’energia. Ma…

In soggetti con disbiosi o ipersensibilità limbica, anche solo la B12 o la B6 possono generare:

- Agitazione,

- Palpitazioni,

- Insonnia,

- Mal di testa.

Il motivo? Sono neuroattive. E se il GABA è basso o c’è una disregolazione dell’eccitabilità neuronale… le B possono sembrare un caffè doppio in vena.


2. Magnesio

Il calmante per eccellenza. Ma in alcune forme (come il citrato) può:

- Abbassare troppo la pressione,

- Rilassare eccessivamente la muscolatura,

- Dare senso di “vuoto” o vertigine nei soggetti ipotonici o disidratati.


3. Probiotici

Amatissimi, ma anche pericolosamente sopravvalutati.

In presenza di disbiosi severa o permeabilità intestinale, possono:

- Far fermentare di più,

- Produrre gas neuroattivi (come l’istamina),

- Provocare reazioni simili all’ansia o all’intossicazione.


4. Antiossidanti potenti (NAC, glutatione, PQQ)

Mobilitano tossine. Se i canali emuntori (fegato, reni, linfa) non sono pronti, le tossine si muovono… ma non escono. Risultato: nebbia mentale, nausea, senso di “avvelenamento”.


5. Adattogeni (ashwagandha, rodiola, ginseng)

Sono come “coach” delle surrenali. Ma se il sistema nervoso è instabile, questi adattogeni possono:

- Aumentare l’ansia,

- Disturbare il sonno,

- Generare iperattività o crash improvvisi.


E questo, cara anima sensibile, non significa che tu sia “rotta”.

Significa che sei più sintonizzata, più permeabile, più viva.

Come ci si muove, allora?


Se sei tra quelli che reagiscono “stranamente” a molti integratori non ti buttare giù. Ci sono regole d’oro da rispettare. Semplici, ma fondamentali:


 1. Una cosa alla volta

Mai iniziare più integratori insieme. Anche se fanno parte di uno “starter kit detox” fighissimo.

Il corpo ha bisogno di tempo per capire chi fa cosa.


 2. Microdosi

Se un integratore suggerisce 2 capsule al giorno, parti con 1/4 o 1/8. Apri la capsula, mettila in acqua, prendi un sorso, osserva, respira. Non è debolezza.. è saggezza.


 3. Apri prima i canali emuntori

Mai iniziare sostanze stimolanti o detossificanti se:

- Sei stitico,

- Urini poco,

- Sudi a fatica,

- Sei disidratato,

- hai il fegato contratto o dolente.

Inizia dal drenaggio, non dalla spinta.


 4. Ascolta i segnali

Se un integratore ti fa sentire peggio, non insistere a prenderlo “perché dicono che fa bene”.

Il tuo corpo è più affidabile di qualsiasi guru sui sociaI. “Ma allora non devo più prendere niente?”

No... ma devi abbandonare l’approccio “aggiungi per correggere” e adottare l’approccio “accompagna con rispetto”.


Molti hanno imparato a vedere gli integratori come farmaci naturali.. ti manca una cosa, la prendi, tutto risolto. Ma non funziona così nei corpi sensibili, infiammati o traumatizzati. Prima di introdurre qualcosa, devi:


- Valutare il tuo stato reale,

- Capire se sei in modalità sopravvivenza o rigenerazione,

- Creare un “terreno” pronto a ricevere.


Essere sensibili è un dono, ma richiede un altro modo di curarsi. Chi è sensibile sente prima gli squilibri, reagisce prima agli stimoli, percepisce le energie anche nei prodotti. Questo non è un difetto è un dono sottile, ma ha bisogno di un approccio terapeutico più lento, più intelligente, più rispettoso.


Gli integratori vanno usati con precisione, non “a caso”. Vanno testati come si fa con i rimedi energetici e vanno inseriti in un contesto che supporta il sistema nervoso, il fegato, l’intestino, l’anima.


Eh sì, anche un integratore naturale può provocare reazioni strane, può succedere anche con quelli “buoni”. Ma non è il prodotto che decide tutto è il corpo che lo riceve a fare la differenza.

E se il tuo corpo reagisce ascoltalo, non ti sta sabotando, ti sta guidando.


XO - Patrizia Coffaro


© Questo contenuto è frutto del mio lavoro, della mia ricerca e della mia esperienza professionale. È vietata qualsiasi forma di copia, riproduzione, rielaborazione o utilizzo non autorizzato. Ogni violazione del copyright verrà perseguita.


Se vuoi approfondire davvero questi temi, qui trovi i miei percorsi completi.



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