La tisana del buon umore
- Patrizia Coffaro

- 18 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

(Di Patrizia Coffaro)
Ecco una miscela che profuma di calma, di casa, di foglie vere. Io la chiamo la tisana del buon umore.
Negli anni è diventata la mia miscela preferita. Ogni volta che la preparo mi dico sempre la stessa cosa... quest’anno ne faccio di più. Perché finisce sempre, perché la chiede chi mi viene a trovare, perché a Natale diventa un regalo che ha senso, non uno di quelli che si mettono in un cassetto. E perché, cosa rara, quando le persone la bevono… se ne accorgono.
Non parlo solo del gusto, che è delicato, avvolgente, leggermente floreale e mai stucchevole. Parlo di quella sensazione sottile che arriva dopo... il respiro che si abbassa, la testa che smette di correre, il corpo che dice... ok, possiamo rilassarci. E oggi, il buon umore, non è una questione psicologica è fisiologia pura.
Il buon umore non nasce nella testa. Siamo stati educati a pensare che l’umore sia una faccenda mentale, pensieri positivi, forza di volontà, atteggiamento. Peccato che il corpo abbia un’opinione molto più concreta. L’umore dipende dal sistema nervoso, dall’intestino, dal fegato, dall’infiammazione, dai livelli di stress cronico. Dipende da quanto siamo in allerta anche quando non c’è nessun pericolo reale.
E qui entrano in gioco le piante. Non come tisane rilassanti da bere distrattamente, ma come vere modulatrici del terreno interno. Questa miscela non seda, non spegne, non intontisce, semplicemente riequilibra, ed è una differenza enorme. Questa è la miscela base, semplice e precisa. Niente di più, niente di meno.
20 g di verbena citriodora
20 g di foglie di lampone
20 g di foglie di fragola
20 g di foglie di mora
20 g di fiori di sambuco
10 g di melissa
Le proporzioni contano. Non è un elenco casuale. Ogni pianta ha un ruolo preciso e dialoga con le altre. È una miscela che lavora in modo sinergico, come fa la natura quando non la disturbiamo troppo.
Perché funziona?
La verbena citriodora è una pianta gentile ma intelligente. Lavora sul sistema nervoso senza forzarlo, accompagna il rilassamento e migliora la digestione emotiva, quella sensazione di non digerire più niente, persone comprese. È una pianta che alleggerisce, letteralmente.
Le foglie di lampone, fragola e mora formano un trio spesso sottovalutato. Non sono solo foglie buone. Sono ricche di minerali, tannini delicati e sostanze che sostengono il tono generale dell’organismo. Aiutano il corpo a sentirsi più stabile, più centrato e un corpo stabile genera un umore più stabile.
I fiori di sambuco portano apertura. Aiutano il drenaggio, sostengono il sistema immunitario e alleggeriscono quel senso di pesantezza che spesso accompagna gli stati di stanchezza emotiva. Quando il corpo è congestionato, anche l’umore lo è. Il sambuco aiuta a far circolare.
La melissa, anche se in quantità minore, è il cuore emotivo della miscela. È una pianta che parla al sistema nervoso parasimpatico, quello della calma vera, non quella indotta. Riduce la tensione, migliora il sonno, sostiene l’intestino e ha un’azione sorprendente sull’ansia lieve e sulla ruminazione mentale.
Precauzione tiroide, chi ha ipotiroidismo, Hashimoto o assume farmaci tiroidei dovrebbe evitare l’uso continuativo di melissa, che può avere un lieve effetto inibente sulla tiroide. Elimina la melissa e usa 10 g di tiglio oppure finocchio dolce. La miscela resta equilibrata e sicura.
Non è una tisana per quando stai male. Questo è importante dirlo chiaramente. É una tisana da usare solo nei momenti no. È una miscela da integrare nella quotidianità, come gesto di prevenzione emotiva. Un modo per dire al corpo... non siamo in emergenza, puoi abbassare le difese.
Io consiglio di berla nel pomeriggio, quando l’energia cala e la testa inizia a girare a vuoto. La sera, per accompagnare il passaggio verso la calma. Nei periodi di stress emotivo, cambiamenti, lutti, stanchezza profonda o semplicemente perché è buona, e già questo è terapeutico.
Ed ora ti spiego come prepararla. Un cucchiaio colmo di miscela per una tazza grande. Acqua calda, non bollente aggressiva. Copri, lascia in infusione 8–10 minuti. Bevi lentamente, senza telefono in mano, se puoi. Altrimenti il sistema nervoso ride e dice... bella tisana, ma non mi stai aiutando.
Puoi dolcificarla leggermente con miele se lo desideri ma non quando è calda, ma non è necessario, il gusto è già equilibrato così.
Ogni Natale ne preparo grandi quantità e la regalo. Non per moda, non per fare la naturopata alternativa. La regalo perché è un gesto che arriva. E i feedback che ricevo sono sempre gli stessi, mi dicono... la bevo e mi sento meglio, è diventata il mio rituale serale, mi ha accompagnata in un periodo difficile.
E no, non è suggestione, é fisiologia che finalmente trova spazio per fare il suo lavoro.
Il buon umore non si impone, si crea e si crea partendo dal corpo, non dalla testa. Questa miscela non risolve la vita, non cambia le circostanze, non cancella il dolore. Ma crea un terreno interno più stabile, più morbido, più abitabile. E da lì, spesso, cambia tutto il resto.
Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è questa: il corpo non chiede tanto. Chiede ascolto, costanza e gesti semplici fatti bene. E questa tisana è uno di quei gesti. E a volte, credimi, è già abbastanza...
XO - Patrizia Coffaro
Riequilibrare il sistema nervoso. Ritrovare calma, lucidità e presenza.
Questa traccia audio non è una musica da meditazione, né un sottofondo rilassante. È un codice vibrazionale di regolazione profonda, progettato per aiutare il corpo e la mente a uscire dalla modalità di stress cronico e a riattivare la capacità innata di autoriparazione




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